Classificazione
e prenotazione degli hotel
Per quanto riguarda l’Italia, la
legge distingue gli esercizi alberghieri in:
— alberghi: esercizi
ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio,
eventualmente vitto e altri servizi accessori, grazie alla prenotazione di camere
degli hotel;
— motel: hotel particolarmente
attrezzati per la sosta e l’assistenza delle autovetture o delle imbarcazioni,
che assicurano alle stesse servizi di riparazione e di rifornimento carburanti;
— villaggi albergo: hotel che, in un’unica area, forniscono servizi centralizzati agli utenti di unità
abitative dislocate in più stabili.
Questa distinzione, oltre a sostituire
quella tradizionale tra hotel, pensioni e locande, abroga la ripartizione
nelle tradizionali categorie (dalla prima alla quarta), ed hanno tutti le stesse
regole per quel che riguarda la prenotazione di camere di hotel.
La legge prevede che gli hotel vengano contrassegnati, in ordine decrescente, da 5, 4, 3, 2 o 1 stella.
É poi prevista la denominazione aggiuntiva «lusso», per gli hotel classificati
con cinque stelle in possesso degli standard tipici degli esercizi di
classe internazionale.
Spetta alle leggi regionali fissare
i criteri per la classificazione delle strutture ricettive tenendo conto delle
dimensioni, dei requisiti strutturali, dei servizi offerti e della qualificazione
degli addetti, dei criteri e modalità della prenotazione di camere. La legge
si limita a prescrivere i requisiti minimi che devono avere gli esercizi ricettivi
per essere classificati come hotel sono:
— capacità ricettiva non inferiore
a sette stanze;
— presenza di almeno un servizio
igienico ogni dieci posti letto;
— un lavabo con acqua corrente
calda e fredda per ogni camera;
— un locale ad uso comune;
— impianti tecnologici e numero
di addetti adeguati e qualificati al funzionamento della struttura.
Per determinare le categorie degli
hotel, cioè per assegnare il numero di stelle adeguato, si usano dei
punteggi che crescono al migliorare della dotazione di impianti, dei servizi
che gli alberghi sono in grado di garantire, dell’ubicazione ecc.. Anche in
questo caso, come si è visto per le agenzie di viaggio, le leggi regionali emanate
sono abbastanza uniformi e utilizzano parametri molto simili, anche per quel
che riguarda la prenotazione di camere. Dispongono, per gli hotel a una stella,
che abbiano caratteristiche per le quali siano assegnati almeno trenta punti,
per quelli a due stelle almeno ottanta punti, fino ai 340 punti degli alberghi
a cinque stelle-lusso.
Il bagno privato in tutte le camere
vale 30 punti, se ne sono dotate il 90% delle stanze sono assegnati 25 punti,
se le camere con bagno sono il 70% i punti sono 20 ecc.
Il portiere di notte vale 10 punti,
come il servizio in camera 24 ore su 24; il telefono diretto in ogni stanza
dà 8 punti, come il telex; il televisore a colori in ogni camera conta 5 punti, quello in bianco e nero 4; per la piscina coperta 10 punti, per quella
scoperta 5; e via dicendo.
La classificazione degli alberghi viene eseguita su richiesta dell’albergo stesso, il quale deve indicare, nella
sua domanda, il punteggio raggiunto, che risulta dalla somma delle attrezzature
di cui dispone.
L’ente al quale va presentata la
domanda varia da Regione a Regione. In certi casi è la Provincia, in altri la
Regione stessa. L’assegnazione della categoria avviene dopo un accertamento
eseguito dall’organo competente.
La domanda va rinnovata ogni cinque
anni.
Si potrebbe quindi ritenere che una
classificazione oggettiva come quella indicata permetta valutazioni sempre
uguali e quindi che le classificazioni alberghiere siano assegnate in modo uniforme.
In realtà non è così: hotel con lo stesso numero di stelle presentano, spesso,
standard qualitativi differenti.
I motivi sono molti. La classificazione alberghiera deve essere rinnovata ogni cinque anni, si è detto. Si tratta di
un periodo di tempo giudicato da molti troppo lungo, durante il quale le attrezzature
inizialmente disponibili possono venir meno. Se i televisori nelle camere si
guastano e non vengono riparati, se i frigobar vengono spostati, se gli ascensori
si fermano, se il garage viene chiuso, se la prenotazione di camere è imprecisa
e causa disguidi, questi fatti possono non essere rilevati per diversi anni.
In molte Regioni i controlli che
devono essere fatti sia quando la categoria deve essere assegnata, sia successivamente
per verificare che le condizioni non siano mutate, non sono sufficientemente
attenti e severi.
E poi la qualità del servizio degli
hotel è fatta di tanti elementi che non possono essere misurati in modo preciso:
un hotel può avere i televisori, i telefoni e i frigobar in camera, può avere
ascensori e piscine, può avere garage e ristorante che lo fanno classificare
di categoria superiore, ma se la sua pulizia lascia a desiderare, se la prenotazione
di camere funziona male, i rubinetti nei bagni perdono, se le finestre non chiudono,
se le pareti delle stanze sono sporche, se i letti scricchiolano, se il personale
è maleducato, al punteggio alto che l’albergo consegue corrisponde in realtà
un servizio modesto.
Si potrebbe dire che a questo punto
dovrebbe esserci un controllo di mercato: il cliente insoddisfatto della prenotazione hotel non torna
nell'albergo dove è stato trattato in modo insoddisfacente. Se sparge la voce,
pochi nuovi clienti chiederanno una prenotazione di camere. Tuttavia,
il particolare ruolo che ha l’hotel, nel quale passano in continuazione clienti
nuovi, che sempre più spesso fanno la prenotazione di camere di hotel tramite
CRS, senza conoscere l'albergo dove sono destinati, senza arrivare alla sua scelta
e prenotazione su consiglio di qualcuno che già c’era stato precedentemente,
tutto ciò fa sì che questo controllo sia ridotto.
I rimedi possibili seguono tre vie:
• quella del controllo pubblico
severo e continuo (come avviene in particolare in Austria e in Svizzera);
• quella del controllo da
parte di associazioni di consumatori (particolarmente diffusa in paesi come
la Germania e la Gran Bretagna);
• quella del controllo associativo:
gli alberghi aderenti a consorzi, associazioni, gruppi, catene subiscono il
controllo dell’associazione alla quale aderiscono, in modo che il cliente che
fa una prenotazione degli hotel aderenti a un determinato gruppo, sa di poter contare sullo
standard qualitativo garantito dal gruppo.
Quest’ultimo controllo appare, a
tutt’oggi, quello che in Italia sembra destinato ad essere più efficace.
La classificazione in stelle applicata
in Italia è, alla base, simile a quella applicata nella maggior parte dei paesi
europei. Quindi, il turista che gira per l’Europa può non avere problemi di
determinazione della qualità del servizio alberghiero.
Più difficile può essere la scelta
quando ci si reca fuori dall’Europa: sono molti i paesi nei quali non esistono
classificazioni alberghiere.
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