Prezzi e prenotazioni
degli alberghi
Gli alberghi stabiliscono liberamente
i prezzi dei loro servizi e li devono comunicare sia al momento delle prenotazioni
dei clienti, sia per conoscenza alle Regioni, che delegano il controllo agli
stessi organi preposti all’assegnazione delle categorie.
I listini dei prezzi degli hotel
vengono rinnovati almeno una volta all’anno, e possono prevedere prezzi differenziati
a seconda delle stagioni (alta, bassa e media) e a secondo di chi fa le prenotazioni
alberghi. Sono in genere indicate tariffe diverse per:
— camere singole con e senza
bagno,
— camere doppie con e senza
bagno,
— pensione completa in camera
con o senza bagno,
— mezza pensione in camera
con o senza bagno,
— supplementi per letti aggiunti,
— prezzi dei pasti.
Tutti questi prezzi possono essere
contenuti tra un minimo e un massimo. Questo si giustifica con la diversa posizione
e con la diversa struttura delle diverse stanze: le camere più ampie, più confortevoli,
con vista, più silenziose ecc., costano di più di quelle più piccole, più buie,
più rumorose dei vari hotel. Pertanto si hanno prezzi che vanno da un minimo
a un massimo per le camere singole senza bagno, per le singole con bagno, per
le doppie con e senza bagno e, conseguentemente, per il trattamento di mezza
pensione e di pensione completa. Inoltre il prezzo dipende anche se a fare le
prenotazioni alberghi è il singolo cliente, l’agenzia o il tour operator.
I prezzi delle camere, comprensivi
di IVA, devono essere esposti in tutte le stanze. I prezzi degli altri servizi
degli hotel devono essere esposti nei locali di uso comune. Ne consegue che,
naturalmente, ai clienti degli alberghi non possono essere richieste somme superiori
a quelle previste dai listini esposti, o concordate durante le prenotazioni.
I prezzi degli alberghi italiani sono
oggetto di critica da più parti.
Statisticamente sono fra i più alti
del mondo, perché gli albergatori tendono a dichiarare prezzi massimi estremamente
elevati. Di fatto, però, si fanno pagare le tariffe più diverse, a seconda della
stagione, del cliente, dell’andamento del mercato degli hotel, del tipo di prenotazioni.
Il risultato è che sono pochi i clienti che pagano le tariffe effettivamente
pubblicate. E la tariffa minima è talvolta un decimo di quella massima.
Salvi casi particolari, la licenza
di esercizio alberghiero prevede l’obbligo di apertura dei locali per tutto
l’arco dell’anno, escluso un periodo di ferie che deve essere concordato con
le autorità comunali e comunicato a quelle di Pubblica Sicurezza.
Solo nelle località mèta di turismo
stagionale possono essere rilasciate licenze che prevedono l’apertura per determinati
periodi dell’anno. Gli orari di apertura durante il giorno sono fissati dall’autorità
di P.S., d’accordo con il Sindaco.
A un albergo che chiude per più di
otto giorni senza che sia stata data comunicazione all’autorità di P.S., può
essere sospesa la licenza d’esercizio.
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