Storia del turismo
Il termine “turismo” deriva dal francese tourisme, tramite l’inglese tourism, la cui origine è nella parola francese tour “giro, viaggio”.
“Turismo” è l’attività del viaggiare
e del compiere gite, escursioni, con mezzi meccanici, in bicicletta, a piedi,
per diletto e istruzione, spesso in hotel
riservati tramite una prenotazione. Il neologismo turismo abbraccia,
nell’uso attuale, non solo tutte le forme e le manifestazioni del viaggio e
del soggiorno predisposto (turismo attivo), ma anche tutti gli apprestamenti
che l’attuazione d’un viaggio, d’un soggiorno in hotel, per svago,
per cura, per istruzione, per motivi religiosi o per qualunque causa non utilitaria
presuppone o fa nascere (turismo ricettivo).
Se l’uso del vocabolo non risale
in Italia oltre la metà del secolo 19°, il fenomeno è antico quanto la civiltà.
E non mancano anche nell’antichità esempi di organizzazioni rudimentali intese
a favorire i soggiorni
in hotel, per incentivare l’afflusso dei viaggiatori.
Ma il vero turismo basato sui soggiorni in hotel, nasce nel periodo seguente alle guerre napoleoniche, e fu reso
possibile dalle invenzioni dei mezzi di trasporto del XIX secolo (ferrovie,
navigazione a vapore, bicicletta, motocicletta, automobile, a cui nel XX secolo
si è aggiunto l’aero) e fu accompagnato da un uniforme sviluppo di alberghi, ristoranti, stabilimenti
balneari, idrominerali, di gioco, di divertimento, con non piccolo vantaggio
dell’economia nazionale.
Secondo il mezzo di trasporto utilizzato
si distinguono varie forme di turismo: turismo podistico (escursioni
in montagna o turismo alpino, o campeggio e in certo modo anche caccia e pesca), turismo in ferrovia, che rimane il mezzo classico di trasporto per grandi
masse di persone, turismo sulle strade (ciclismo, motociclismo, automobilismo),
a cui si deve in gran parte lo sviluppo delle reti stradali, turismo nautico, che ha antiche tradizioni ma il cui fiorire è del sec. XX, turismo fluviale
e lacuale su piccole imbarcazioni, favorito da apposite associazioni in
Germania, Francia e Gran Bretagna, e il più recente turismo aereo, con
linee che collegano ormai tutti i paesi del mondo.
Connesso con il rapido estendersi
del turismo è il sorgere dei Touring Clubs (primo di tutti il «Cyclist’s Touring Club» nel
1878 a Londra; in Italia il «Touring Club Italiano», 1894), alla cui opera in
favore del turismo si è affiancata, fin dagli ultimi decenni del sec. 19°, oltre
l’attività delle associazioni alberghiere, quella di organismi destinati al
miglioramento delle stazioni di cura e di soggiorno e alla propaganda, che sono
sorti con il nome di comitati di cura e società di abbellimento in Austria
e Germania, di società per lo sviluppo in Svizzera, di sindacati di
iniziativa in Francia e di pro loco in Italia.
In Italia la riorganizzazione del
turismo dopo l’ultima guerra mondiale è stata svolta dal Commissariato per il
Turismo (settembre 1947), il cui organo esecutivo era l’Ente Nazionale delle
Industrie Turistiche (ENIT), che si avvalse a sua volta del lavoro in periferia
degli Enti Provinciali per il Turismo (EPT). L’organizzazione periferica era
completata dalle Aziende Autonome di Cura, Soggiorno e Turismo (istituite il
15 aprile 1926), che hanno il compito di provvedere all’assetto, al miglioramento
e allo sviluppo dei territori comunali riconosciuti stazioni di cura, di soggiorno
e di turismo, e dalle Associazioni pro loco, costituite come associazioni volontarie
nelle località turistiche non riconosciute ufficialmente.
Il Commissariato per il Turismo partecipa
anche ai lavori dell’Union Internationale des Organismes Officiels de Tourisme
(UIOOT 1925), che, affiancata da altre commissioni e comitati internazionali
s’interessa delle questioni relative al turismo internazionale. Il Commissariato
per il turismo è stato soppresso luglio 1959, e venne istituito il Ministero
del Turismo e dello Spettacolo; questo ha provveduto al totale riordinamento
amministrativo degli enti preposti al turismo. L’ENIT ha assunto la denominazione
di Agenzia Nazionale del Turismo (d. P. R. 27 agosto 1960 n. 1041),
con il compito di promuovere e incrementare, in esecuzione delle direttive generali
del ministro per il TURISMO e lo Spettacolo, il movimento turistico dell’estero
verso l’Italia. Agli Enti Provinciali per il turismo è stata riconosciuta autonomia
amministrativa e personalità giuridica di diritto pubblico. In particolare,
è stata riordinata la materia delle entrate; ciò si era resò necessario dopo
che la Corte costituzionale aveva dichiarato la illegittimità costituzionale
del r. d. I. 20 giugno 1935 n. 5425, che disciplinava la imposizione dei contributi
a favore degli EPT.
Oggi in Italia il Turismo è regolato
a livello ministeriale dal Ministero
per le Attività Produttive - Direzione Generale per il Turismo.
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