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Guida viaggi e vacanze: Guida viaggi e vacanze Libia


GUIDA VIAGGI E VACANZE IN LIBIA

PERCHE’ LA LIBIA
-     Per l’opportunità di conoscere un mondo totalmente diverso dal nostro, a solo un’ora di volo dall’Italia.
-     Per vedere da vicino il deserto più grande e temuto del mondo. Ma anche il più bello e il più carico di storia.
-     Per Leptis Magna, la città romana forse meglio conservata al mondo. Una piccola Roma dall’altra parte del Mediterraneo.
-     Per Ghadhames, un’oasi nel deserto che offre un reticolo di vicoli all’ombra, che si apre su piccole piazzette in stile coloniale italiano.
-     Per i monti Acacus, nel sud del paese, dove si possono vedere moltissimi esempi di arte murale preistorica, veramente unici per bellezza e quantità.

DATI GEOGRAFICI
La Libia, situata a nord del continente,è per estensione la quarta nazione dell’Africa. La sua superficie è di 1.759.540 kmq, quasi tutti occupati dal deserto. Il 95% della popolazione vive infatti sulla fascia costiera del Mediterraneo. A ovest confina con Tunisia e Algeria, a sud con Niger, Ciad e Sudan e a est con l’Egitto.

Fuso orario: 0.0 (estate), 0.0 (inverno)
Durata del giorno: massima  14.5 ore (giugno); minima 10.0 ore (dicembre)

QUANDO ANDARE
Periodo migliore: aprile, maggio, settembre
Periodo buono: giugno, luglio, agosto
Periodo peggiore: gennaio, febbraio, dicembre

TEMPERATURE E PIOVOSITA’ (a Tripoli)

 

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Minima

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Giorni di pioggia

8

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1

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0

0

1

4

6

7

CLIMA
Sul litorale le temperature sono molto gradevoli anche d’estate, con notti spesso ventilate. L’inverno è piovoso, con precipitazioni tra ottobre e marzo, che trasformano in torrenti i piccoli corsi d’acqua.Diversa è la situazione nel deserto, che registra le temperature più alte della Terra.

Cosa portare
Da maggio a ottobre bisogna equipaggiarsi di abiti leggeri di cotone, con una maglia per la sera. In inverno con abiti da mezza stagione. Le donne dovrebbero evitare vestiti scollati, shorts, minigonne e in generale tutti quei vestiti che potrebbero offendere il senso del pudore dei popoli islamici.

CULTURA / DA NON PERDERE
Leptis Magna
Una meravigliosa città romana per tornare indietro di duemila anni. Leptis Magna è una città romana magnificamente conservata, risalente ai tempi dei Cartaginesi, ma poi resa grande e potente dall’imperatore Settimio Severo, nel II secolo dopo Cristo.Si possono vedere splendidi edifici, un anfiteatro, una basilica e lo stabilimento termale più grande eccetto quelli di Roma.
Orari: 8-17.30. Lunedì chiuso.
Ingresso a pagamento

Sabratha
Un’altra antichissima città costiera, più piccola di Leptis Magna, ma ugualmente bella e affascinate. E’ a 70 chilometri a est di Tripoli e le rovine si trovano a poca distanza dalla moderna cittadina di Sabratha. Da non perdere il maestoso anfiteatro romano con tre ordini di gradinate. Con il biglietto d’ingresso alle rovine si può entrare anche al piccolo museo romano che espone molti dei reperti archeologici trovati nella zona.
Orari: 8-17.30.
Ingresso a pagamento

Ghadhames
A circa 670 chilometri a sud-ovest di Tripoli, vicino al confine con Tunisia e Algeria, c’è questa bella cittadina che è una vera oasi nel deserto. E’ un reticolo di strade e case bianche di calce, con molti edifici in stile coloniale italiano. Si può anche vedere un piccolo museo artigianale, ospitato in un vecchio forte italiano degli inizi del secolo.

Assai Al-Hamra
Ovvero, il Castello rosso. Si chiama così questa fortezza tripolina che sovrasta il porto e dalla quale si gode uno splendido panorama della città e della costa mediterranea. La fortezza ospita anche un museo, il Jamahiriya, dedicato all’arte classica locale.
Orari: 8-12; 14-17.
Ingresso a pagamento

CUCINA LIBICA
La cucina libica è prevalentemente Tuareg, legata cioè alle poverissime risorse del deserto. Ma sulla costa e nei centri più importanti si trovano ristoranti dai menù più internazionali. Come per altri paesi nordafricani, il Cous cous è il piatto principale. E’ una semola di grano cotta al vapore, accompagnata da carne, verdure o pesce cotti in brodo. Al cous cous si aggiunge l’Harissa, un intingolo di salsa di pomodoro, olio e paprika piccantissimo. Basta un cucchiaino per ravvivare le pietanze. L’Asink è un piatto a base di miglio. I Tuareg mescolano semola grossa di miglio con semola più fina, aggiungono acqua e mescolano il tutto fino a ottenere una specie di pappa. Aggiungono poi farina di miglio mescolando con una paletta di legno chiamata esseroui, finché il composto non assume una certa consistenza. Infine viene mangiato caldo con aggiunta di latte o burro di pecora. Il Burghul è un impasto di frumento che viene tradizionalmente accompagnato dai Tuareg con carne di dromedario,tritata e mescolata con erbe, verdure e uova. A volte il Burghul viene invece accompagnato da latte di pecora e datteri. E’ un’ottima colazione e dessert. Col miglio si fa anche la Taguella, che è una focaccina, e anche il Tibik. Questo è l’alimento per eccellenza del cammelliere. Il miglio viene schiacciato, pulito e lavato. Poi versato su un piatto di legno, il tarahut, dove vengono poste delle pietre incandescenti che lo grigliano leggermente. Si aggiungono datteri essiccati e si riduce poi il tutto a polvere.
 
DIVERTIMENTI / SHOPPING
La povertà dei prodotti del deserto e lo scarso sviluppo turistico della Libia non permettono produzioni troppo varie e abbondanti di artigianato locale. Si possono trovare comunque alcuni oggetti tradizionali, ma la cosa migliore è passeggiare tra i colorati mercati locali, senza dover necessariamente acquistare qualcosa. 

Tappeti
Ce ne sono di molto belli, in lana o cotone, colorati con tinte naturali. Più semplici di quelli marocchini, ma ugualmente belli e a volte più economici.

Artigianato
Si trova gioielleria etnica,con oggetti d’oro e d’argento e pietre incastonate. In ogni souk c’è più di una gioielleria, spesso con le vetrine colme d’oro. Anche oggetti in pelle vengono lavorati con tecniche tradizionali. Belli quelli in cuoio battuto. Vengono realizzate cinture borse, portafogli fino a veri e propri oggetti di arredamento, come puff imbottiti e ricamati. Molti anche gli oggetti di rame battuto e lavorato, oppure di ottone. Ci si fanno vassoi, quadri, fermacarte.

Tessuti
Sciarpe di lana, tessuti con i colori del deserto, copricapi tuareg, oltre alla classica Kefiah, indispensabile per difendersi dal vento ghibli, se si vuole fare un giro nel deserto. E’ anche l’occasione per mettere nel guardaroba qualche indumento etnico. Per le donne uno scialle colorato, per gli uomini una djellabah, la lunga veste di cotone.


 

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