GUIDA VIAGGI E VACANZE ALLE SEYCHELLES
PERCHE’ LE SEYCHELLES
- Per prendere il sole su una spiaggia corallina, bianca e deserta, ornata solo di file da verdissime palme.
- Per vedere l’incredibile varietà delle specie floreali presenti sull’isola. Dalle piante carnivore ai fiori più delicati.
- Per passare una settimana sulla tranquilla isola di La Digue, dove non si riusce a immaginare che il paradiso possa essere altrove.
- Per fare immersioni intorno alle barriere di coralli, anche solo con una maschere e un paio di pinne. Anche a pochi centimetri di profondità si rivela un mondo fantastico e inimmaginabile.
- Per muoversi in barca tra le isole dell’arcipelago, cercando fra 115 possibilità quella che fa esattamente al caso proprio.
DATI GEOGRAFICI
L’arcipelago delle Seychelles, situato nell’Oceano Indiano, a nord-est del Madagascar, ha una superficie complessiva di 408 Kmq. E’ formato da circa 115 isole, di cui la più grande, Mahé, ospita la capitale Victoria. Le isole dell’interno sono di origine granitica, mentre quelle verso i bordi dell’arcipelago sono atolli corallini.
Fuso orario: 2.0 (estate), 3.0 (inverno)
Durata del giorno: massima 12 ore (giugno); minima 12 ore (dicembre)
QUANDO ANDARE
Periodo migliore: maggio, ottobre
Periodo buono: aprile, giugno, settembre, novembre
Periodo peggiore: gennaio, febbraio, dicembre
TEMPERATURE E PIOVOSITA’ (a Mahé)
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Giorni di pioggia |
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1 |
CLIMA
Il periodo migliore per visitare questo arcipelago è ovviamente la stagione secca, quando sembra di trovarsi nel paradiso terrestre. E’ invece da evitare assolutamente la stagione dei monsoni, da fine dicembre a fine marzo: l’aria è umidissima e il caldo afoso, peggiorato da improvvise piogge. Il mare è sempre caldo, da 27° a 29°C.
Cosa portare
Abiti leggerissimi, con sandali e abbigliamento da mare, ma anche un maglione di cotone per le serate più ventilate.
NATURA / DA NON PERDERE
Museo di Storia Naturale
Indirizzo: Ave. Independence, Mahé
Orari: 8.30-16.30; sabato 8.30-12.30; chiuso domenica.
Ingresso a pagamento
Un piccolo museo per conoscere la storia naturale dell’arcipelago. Ci sono raccolte di minerali, conchiglie, coralli, fossili e tutto ciò che descrive la preistoria dell’arcipelago.
Giardino Botanico di Mahé
Su una traversa di Rue Mont Fleuri, a sud della cittadina di Mahé, c’è questo piccolo giardino botanico dove è catalogata tutta la ricchissima flora locale. Merita una lunga passeggiata non solo per rimanere incantati da tanta bellezza, ma anche per conoscere le numerose specie esotiche introvabili dalle nostri parti. E’ aperto fino al tramonto.
Isola di La Digue
Forse è l’isola più entusiasmante di tutto l’arcipelago, con spiagge difficilmente superabili in bellezza. All’interno dell’isola c’è una riserva naturale, la Veuve Réserve, formata da una foresta abitata da numerosissime specie di uccelli. Le spiagge più belle sono probabilmente quelle di Anse Source d’Argent, che ha fatto da set a molti fotografi pubblicitari o di moda, e quelle di Grand Anse, Petite Anse e Anse Cocos, sulla costa orientale dell’isola.
Isola Aride
Questa isola appartiene dal 1973 alla Royal Society for Nature Conservation, che ne ha fatto una riserva che ospita adesso la più grande concentrazione di uccelli dell’intero arcipelago. Si può raggiungere con dei tour organizzati, tra aprile e ottobre.
Isola Silhouette
Una splendida isola di granito, a 20 km a nord-ovest di Mahé. Ha tre picchi piuttosto alti, come il monte Dauban, di 750 metri, e il monte Pot à Eau, di 630 metri. Dalle vette di si godono panorami sul mare tanto belli da impedire qualsiasi paragone, ma vale la pena avventurarsi nei sentieri anche per vedere l’incredibile varietà botanica dell’isola, che comprende bizzarre piante carnivore.
CUCINA DELLE SEYCHELLES
Le isole dell’Oceano Indiano hanno fortemente risentito dell’influenza indiana, giunta insieme ai mercanti che per secoli hanno fatto scalo su queste isole, sulla rotta tra l’India e Madagascar. Ma anche della cultura francese, che per prima colonizzò l’arcipelago alla fine del Settecento. La cucina risente di queste contaminazioni. Ad esempio nel modo di cucinare e servire l’aragosta oppure nella presenza di spezie introdotte dagli indiani. I piatti più autenticamente locali sono i Bernik, le Palourdes, i Tek tek, che sono frutti di mare. E poi il Gros Manger, che è un piatto di manioca a pezzetti con salsa dolce di zucchero e pesce bianco bollito. Viene servito con verdure e riso in bianco. Il Kat kat è invece un piatto costituito da banane verdi bollite con tonno, latte di cocco, sale e pepe. I più coraggiosi possono assaggiare il Bat stew, che è “semplicemente” uno stufato di pipistrello servito con verdure cotte. Tra i dolci non si può ignorare il Coco de mer, che è la polpa di coco de mer affogata nel Drambuie. Tra i piatti indiani si trovano i Samosa, piccoli fagottini di pasta sfoglia ripieni di carne o verdure, oppure i pakora, pezzetti di verdure miste fritti in una pastella di farina e yogurt.
DIVERTIMENTI / SHOPPING
La produzione locale attinge abbondantemente dai prodotti naturali dell’isola, trasformati dall’abilità e fantasia degli artigiani in oggetti di varia utilità. Dalle conchiglie si ricavano portasapone, piuttosto che collane. Con le foglie di cocco vengono realizzati cesti e oggetti di ogni forma e dimensione.
Farmaci
Il vero vanto della medicina tradizionale dell’arcipelago viene dall’uso delle tisane, i decotti e i composti preparati con piante officinali. C’è un preparato per qualsiasi malanno. Le tisane più usate sono quelle di carciofo, di radice di palma di cocco, di menta, citronella e sensitiva.
Artigianato
In ogni mercato si trovano cesti, borse, cappelli di foglie di vacoas intrecciate, semplici strumenti musicali, maschere in cartapesta.Belle le collane di piccole conchiglie. La conchiglie più grandi vengono invece trasformate in portaoggetti o addirittura vassoi. Si trovano in commercio anche le autentiche opere d’arte costituite dai modellini di navi famose o di case coloniali, tutti realizzati in legno. I negozi sono in genere aperti dalla 9 alle 17, il sabato solo il mattino. |